una scena dal film La Cristiada [2012]

Il potere e la gloria

nel suo contesto storico

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Recensione apparsa su Tracce n.6 2009

[una dura persecuzione]

«In Messico la persecuzione anticattolica,una delle più più feroci del 900, inizia formalmente con la promulgazione della Costituzione politica federale chiamata di ”Queretaro”,del 1917, dove vengono calpestati legalmente i diritti della libertà religiosa e dove la Chiesa viene praticamente sottomessa allo Stato e la sua attività limitata al solo culto dentro delle chiese. La Chiesa perde ogni riconoscimento di diritto pubblico e i sacerdoti sono ridotti a semplici funzionari religiosi sotto il controllo dello Stato. La Costituzione del 1917 sarà, in seguito, ancora più radicalmente anticattolica, con leggi particolari nei diversi Stati della Repubblica e con quelle emanate nel 1926. In questo periodo iniziano le persecuzioni. Per questo motivo l'episcopato messicano decide la sospensione del culto,provocando una commozione generale nel popolo cattolico e una dura repressione da parte dello Stato.

Nascono numerosi movimenti popolari di lotta in favore della libertà religiosa. In tale ambiente, dal 1926 al 1929, in alcuni Stati del Paese scoppia la sollevazione popolare Cristiada con migliaia di morti e dure repressioni da parte del governo. Bisogna distinguere la Cristiada dai martiri. Il primo è stato un movimento popolare di protesta armata, mentre i martiri riconosciuti dalla Chiesa non si sono mai mescolati in quelle vicende armate. Nel giugno del 1929, quando ormai la sorte di quella sollevazione popolare sembrava avere la meglio, il governo messicano con la mediazione nordamericana, arrivò a stipulare degli acuerdos con alcuni rappresentanti del Vaticano (il Vaticano non aveva in Messico allora alcuna rappresentanza diplomatica), ma i vescovi messicani furono per lo più lasciati all'oscuro di tutto. Fra gli accordi stipulati si chiedeva la cessazione delle ostilità da parte dei cristeros. Cosa che fecero in obbedienza al Papa. Purtroppo gli acuerdos rimasero lettera morta. La persecuzione divenne più cruenta. Si inaugurò una politica sistematica di scristianizzazione della vita messicana in tutte le sue espressioni.

[la genesi del romanzo di Greene]

È questo il contesto in cui si ambienta Il potere e la gloria, scritto dopo che Graham Greene aveva viaggiato nel 1938 per il Paese, pubblicando Cammini senza legge, un reportage sulla situazione sociale e la persecuzione di quegli anni. Il romanzo presenta da una parte i perseguitati - la gloria - che si ritrovano attorno al sacerdote, dall'altra il Governo che vuol cancellare qualsiasi espressione religiosa - il potere - rappresentato dal tenente, con le sue idee di giustizia e progresso radicate nella costituzione del ‘17. Ma il popolo reale appoggia nelle sue peregrinazioni notturne il prete, a prezzo della propria vita; un prete che si sa peccatore, conosce le sue debolezze,ma sa anche che Dio s'è incarnato ed è morto per lui, perché il dolore dell'uomo non si perda.

Si dice che Greene sia ispirato alla figura del padre Macario Fernandez Aguado Di Tabasco, che aveva assistito alla strage nel paese di Macuspana in cui cadde il catechista indio Gabriel Garcia. Il sacerdote fu poi, con tradimento, catturato nel ‘35 ed espulso. Tuttavia, ancora nel ‘37, il popolo ne reclamava la presenza, rivendicando la riapertura al culto delle chiese e il riconoscimento della libertà religiosa, mentre occupava le rovine della chiesa di Villa hermosa, dietro gli stendardi della Vergine di Guadalupe, protettrice del Messico e di tutto il Continente.»